"Quello che mi ha particolarmente colpito è che dietro a questo fotografo ci sono consapevolezza e forza ma soprattutto pazienza. Carlo ha questo, un percorso evidente di creativo, uomo che ha talento e che ha avuto la fortuna di essere un fotografo di grande estetica. Le cose che ha fatto sono iperprofessionali..." (Pasquale Diaferia, creative chairman, scrittore e giornalista)
"Immagini a colori di grande formato che si lasciano ammirare per i contenuti, per le atmosfere nei quali essi insistono, ma anche per quella sottile ma sempre presente impronta riferita alla vocazione personale dell'autore. Le inquadrature tendenziali verso la mise en abyme, il richiamo agli elementi geometrici come precisi registri narrativi ragionate scansioni di piani e campi, il dominio sicuro della prospettiva lineare rimandano all'anima primigenia di Silva, formata dalle leggi armoniche dell'architettura. Proposte visive di sicuro interesse per quanti volessero addentrarsi nei percorsi autentici della lettura dell'immagine fotografica".
(Sergio Grandi, responsabile grafico di "Fotografia Relex")
"Nella personale "Passaggio in India" Carlo Silva riassume tutte le sue eccezionali qualità: il taglio compositivo rigoroso ed essenziale, lo spazialismo, l'effetto cromatico e luminoso, la profonda umanità, il rispetto per l'ambiente, quell'uso della macchina fotografica come fa il pittore con il pennello. Tutto con una tecnica magistrale che rifiuta i facili trucchi" (Prof. Pasqualino Colacitti, pittore e critico d'arte)
"Finalmente ho visto fotografie che, oltre a comunicare emozioni, si capiscono senza ausilio di interpretazioni da parte dell'autore. Sono foto "pure", immediate e per questo molto belle. Denotano un "gusto" e un equilibrio d'insieme che ho gradito molto" (Enrico Romanzi, Vice Presidente Sezione Fotografica C.C.S. Cogne - Aosta)
"Ho rivisto la tua pagina con piacere e le nuove immagini mi piacciono molto, come al solito quando ti concentri su un soggetto riesci ad analizzarlo con gusto e a costruire dei servizi belli e ben fatti" (Angelo Cucchetto, event planner, pubblicitario, critico e promotore fotografico milanese, fondatore di Photographers.it, principale portale italiano dedicato alla fotografia)
"Silva si definisce ironicamente "Street Photographer": andando alla ricerca di manifesti, cartelloni pubblicitari, locandine di spettacoli teatrali e di film, cerca immagini di donne che appaiono dalle stratificazioni e lacerazioni della carta. Solo uno sguardo sapiente come il suo sa svincolare l’immagine dal contesto originario per attivarla in una dimensione intima e di riflessione. La ricerca di Silva è una ricerca consapevole sul mondo delle immagini per restituirle sotto forma di opere d’arte, ma non solo. Potremmo accostare la ricerca di Carlo Silva a quella di Luigi Ghirri. Grande fotografo concettualista, particolarmente celebre per i suoi paesaggi, Ghirri propone negli anni ’70 i Paesaggi di cartone, una serie dedicata alla rappresentazione dell’immagine pubblicitaria incorporata nel paesaggio urbano. L’intento di Ghirri era quello di stimolare l’analisi sulla realtà perché “la realtà in larga misura si va trasformando sempre più in una colossale fotografia e il fotomontaggio è già avvenuto: è nel mondo reale”. Come Ghirri, Silva sa che non serve intervenire sull’immagine perché l’immagine, se cercata, si lascia trovare nella realtà". (Alessandra Galbusera, Esteta e Consulente di Arte Contemporanea, dalla recensione della mostra "Le donne di carta")